Un Santo ancora da scoprire

Il Centro studi antoniani, fondato nel 1959 da padre Samuele Doimi, coltiva e approfondisce le ricerche su sant’Antonio, valorizzando l’immenso patrimonio artistico e culturale della Basilica.
26 Settembre 2013 | di

Imprevedibile, a volte, il destino dei santi. Metti quello di Francesco d’Assisi e Antonio di Padova. Il primo, l’uomo della semplicità e della povertà, è finito con il diventare il santo cult degli artisti e degli intellettuali. Il secondo, uomo di vasta cultura, umanistica e teologica, è invece diventato il santo della povera gente, che si rivolge a lui per le faccende della vita quotidiana.
Per sant’Antonio, in verità, parallelo al binario della pietà popolare e spontanea ha continuato a scorrerne un altro. Il Santuario padovano, infatti, è sempre stato culla di cultura e di arte, fino a diventare nei secoli scrigno di tesori inestimabili, alcuni visibili, scolpiti nel marmo, fusi nel bronzo o dipinti sui muri; molti altri sconosciuti, perché sepolti negli scaffali delle biblioteche e degli archivi.

Paradossalmente, sconosciuto è stato lo stesso sant’Antonio. Almeno fino al 1959, quando un intelligente religioso della comunità del Santo, padre Samuele Doimi, decide di dare vita a un’istituzione deputata alla riscoperta della figura di sant’Antonio e allo studio del fenomeno della devozione popolare, con tutto il ricchissimo corollario di arte e cultura a esso connesso. Tale istituzione, denominata «Centro studi antoniani», dal 1985 ha come direttore e coordinatore delle varie attività padre Luciano Bertazzo, che molti dei nostri lettori ricordano anche come direttore del «Messaggero di sant’Antonio» dal 1999 al 2005. Padovano del quartiere Arcella, padre Luciano è attualmente anche preside dell’Istituto teo­logico sant’Antonio dottore. Con lui ripercorriamo i passaggi salienti della storia del Centro studi.

«Il primo passaggio – dice padre Luciano – è indubbiamente quello della fondazione, promossa da Samuele Doimi, in risposta anche all’auspicio avanzato nel 1946, anno della proclamazione di sant’Antonio a dottore della Chiesa, che si realizzasse un’edizione critica dei Sermones. Il Centro nasce nell’ambito della comunità del Santo ed è da essa sostenuto. Il suo scopo è, appunto, di promuovere studi sulla figura di sant’Antonio, sul suo pensiero e su quant’altro di cultura e di arte è stato creato nel suo nome nel contesto della Basilica».
 
Mezzo secolo di studi e ricerche
Inizia così una lunga stagione di ricerche e quindi di studi e di divulgazione di quanto via via scoperto, anzitutto attraverso un periodico, «Il Santo», che lo stesso padre Doimi fonda nel 1961, caratterizzandolo come «rivista antoniana di storia, dottrina e arte».

«Ricerche e studi continuano negli anni – ricorda padre Luciano –, promossi dai religiosi succeduti a padre Doimi nella direzione del Centro: Leonardo Frasson, Antonino Poppi, Vergilio Gamboso, Piero Scapin… Nella seconda metà degli anni ’70, con il passaggio di proprietà dalla comunità del Santo alla Provincia religiosa dei frati conventuali, il Centro studi acquisisce un nuovo assetto. In particolare, la rivista “Il Santo” si dota di un comitato scientifico di ampio respiro, con l’inclusione di vari docenti dell’Università di Padova. Rinfocolato anche lo slancio propositivo, che si traduce nell’organizzazione, tra il 1976 e il 1981, di grandi convegni internazionali, con la presenza e la collaborazione di studiosi di psicologia, sociologia e storia, applicate all’interpretazione della figura del Santo e del fenomeno antoniano».

Intanto, nel 1979, esce l’auspicata edizione critica dei Sermones (una raccolta di testi del Santo il cui scopo specifico è l’istruzione dei fratelli per la retta amministrazione dei sacramenti e il valido annuncio della parola di Dio), curata da un’équipe di religiosi e di studiosi dell’ateneo patavino. Segue la pubblicazione delle Fonti agiografiche antoniane, cioè delle primissime vite di sant’Antonio, curate da padre Vergilio Gamboso e presentate nel convegno del 1981, a 750 anni dalla morte del Santo. La pubblicazione delle Fonti agiografiche e dei Sermones favorisce il rilancio degli studi antoniani a livello internazionale.
Ricorda ancora padre Luciano: «Altra tappa importante nella storia del Centro è il 1995, ottavo centenario della nascita di sant’Antonio, nel corso del quale, tra l’altro, si decide di sottolineare l’appartenenza di Antonio all’ordine francescano, spesso non nota o dimenticata, nel cui ambito si è svolta tutta la sua attività.

L’operazione coinvolge anche “Il Santo”, che diventa “rivista francescana di storia, cultura e arte”, entrando con autorevolezza nel circuito dei Centri culturali francescani, primo fra tutti quello fondato ad Assisi da Paul Sabatier, del quale faccio parte come rappresentante dei frati conventuali». Prosegue padre Luciano: «Accanto alla rivista, molto apprezzata negli ambienti cui è destinata per il suo rigore scientifico, è fiorita una nutrita attività editoriale. Tre i principali percorsi bibliografici. Il primo, raccolto nella collana “Centro studi antoniani”, pubblica testi già apparsi nella rivista o collegati ai convegni. Un altro filone è dedicato alle fonti e agli studi francescani. Un terzo è il Corpus musicum franciscanum, che cura la pubblicazione di composizioni musicali create da religiosi francescani per i riti liturgici della Basilica».
 
Lavori in corso
Attualmente il Centro studi è una realtà che si muove nel contesto della Basilica, consapevole dei grandi giacimenti culturali in essa custoditi. Ridottissimo nella sua struttura (un direttore e una segretaria), poggia su una fitta rete di collaboratori, collegati a livello nazionale e internazionale, interessati al mondo francescano e tra i quali padre Luciano gode meritata stima per la sua preparazione, per la competenza e l’impegno.

I progetti in corso? Informa padre Luciano: «La Basilica ha prodotto in ogni secolo cultura, con esiti diversi, a volte anche discutibili. Pure il Novecento ha dato il suo corposo contributo, non abbastanza evidenziato. Per questo stiamo studiando gli apporti frutto di quel periodo storico: siamo partiti dal 1895, settimo centenario della nascita del Santo, quando Camillo Boito ha radunato i capolavori del Donatello in un altare appositamente disegnato e poi ha abbellito le porte esterne del Santuario con battenti in bronzo. Altre opere risalenti al Novecento sono i cicli pittorici di Achille Casanova nel presbiterio e di Ubaldo Oppi (episodi della vita di san Francesco), la realizzazione dell’altare del Santissimo a opera di Lodovico Pogliaghi e gli affreschi di Pietro Annigoni.

Stiamo, inoltre, curando l’inventario dell’archivio dell’Arca del Santo, dal 1396 ai nostri giorni: stanno emergendo novità interessantissime sia sulla storia della Basilica, alla cui cura l’Arca è istituzionalmente preposta, sia sulla città nella sua secolare relazione con il Santuario. Altri progetti, condotti spesso da giovani ricercatori dell’università, riguardano, tra l’altro l’edizione dei Sermoni su sant’Antonio dalle origini del culto al 1350. Padre Gamboso, a suo tempo, ne aveva individuati ottanta, l’attuale ricercatrice ne ha già messi insieme duecentocinquanta, scovati nelle biblioteche di mezza Europa».
Il Centro studi ha anche un sito (www.centrostudiantoniani.it) nel quale è presentata l’intera sua produzione. Tutto questo è reso possibile dall’apporto finanziario e dal sostegno della Provincia dei frati conventuali, che ritiene un dovere occuparsi della vita e delle opere di sant’Antonio, patrono e ispiratore della propria attività pastorale e carita­tiva, e considera il Centro studi un suo fiore all’occhiello.
  

Notizie
Ottobre in Basilica

3 ottobre,
ore 21, celebrazione solenne del Transito di san Francesco, con inizio in Basilica e conclusione nella vicina chiesa di San Francesco.

4 ottobre
festa di san Francesco d’Assisi:
ore 16, santa Messa con le professioni solenni dei chierici.

11 ottobre
ore 11,45, nella Cappella di San Giacomo, concerto eseguito da un gruppo straniero di devoti: 35 strumenti a fiato in onore di sant’Antonio.

13 ottobre
ore 12,15, santa Messa con la partecipazione dell’Associazione Italiana Santa Cecilia. Presiede monsignor Francesco Moraglia, patriarca di Venezia.

20 ottobre
 Giornata missionaria francescana
ore 12,15 santa Messa in ricordo di  tutti i francescani missionari.

Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017