Noi, come l’asino e il bue

Se animali senza ragione hanno saputo riconoscere il bambinello, anche a noi che spesso siamo ciechi e irragionevoli è data la possibilità d’incontrare – per grazia – Gesù Salvatore nel suo Natale.
26 Novembre 2007 | di

La melodiosa Tu scendi dalle stelle viene espulsa da una recita scolastica prenatalizia perché troppo esplicita su di un tema a dir poco ambiguo: la nascita del Salvatore e la sua accoglienza, con alcuni tratti tutt’altro che ospitali («… al freddo e al gelo»), da parte dei contemporanei. In una città del Nord un’altra recita, ormai tradizionale, che solitamente allietava la preparazione al Natale di una scuola elementare, è trasformata – da insegnanti pieni di zelo – in un inno alla dimensione interculturale e interreligiosa del vivere comune: canti alla pace, contro ogni differenza (anche religiosa) e in nome di un’evanescente integrazione. Si tratta di scontate scaramucce prenatalizie alle quali conviene prepararsi per tempo. 

Ormai, si sa, non solo il cristianesimo non ha più alcuna esclusiva, ma deve fare spazio agli «altri», ai bambini che vengono da lontano con una propria sensibilità, che va assolutamente rispettata. Sì, d’accordo, ma chi l’ha detto che ai bambini musulmani dispiaccia collaborare alla costruzione del presepe, e che dev’essere a tutti i costi una minaccia il minuscolo Gesù bambino che giace sulla paglia dentro l’umile capanna? Che lo svilimento, tra il rifiuto e la derisione, delle radici cristiane sia garanzia di armonioso dialogo con altre tradizioni religiose è tutto da dimostrare, e per quanto ne posso capire del tutto indimostrabile.  


I disfattisti non saranno solo alcuni maestri aperti a ogni religione, meno che a quella praticata dalle nostre parti; anche alcuni grandi magazzini e multinazionali di ferrea ortodossia «neutrale» si accoderanno, in nome di un agire mercantile politicamente corretto, a queste avanguardie antipresepe. Il che si tradurrà, praticamente, nel sottinteso «togliamo dagli scaffali il vecchio e patetico presepe, perché la vista di angeli e pastori assiepati intorno alla Santa Famiglia potrebbe risultare un immeritato favoreggiamento nei confronti della religione cristiana, per cui le minoranze sarebbero discriminate». Credibile? Ben poco, anzi per niente, dal momento che è inimmaginabile una multiculturalità intesa come totale appiattimento delle identità e dei segni che ne sono la manifestazione. Perché allora non impacchettare i campanili che bucano il cielo qua e là, per garantire un Natale (scusate: un 25 dicembre) di burocratica neutralità?


A questo punto a qualcuno potrebbe venire spontaneo alzare la mano e offrirsi come volontario per fare la statuina nel presepe. Personalmente non mi sento esentato da questa tentazione, anzi. Da piccolo mi capitava spesso di collaborare nella preparazione del presepe di famiglia, e ricordo che avevo una cura particolare per il bue e l’asino: tra i molti animali (pecore, galline, oche…) mi erano particolarmente simpatici, sia perché giocavano in coppia e sia perché, dopo Maria e Giuseppe, erano i più vicini al bambinello. Solo molto più tardi sono venuto a sapere del presepe di Greccio, quando cioè san Francesco, nel Natale del 1223, mise in scena la nascita di Gesù. È da allora che l’asino e il bue, di cui i vangeli non parlano, sono entrati a pieno titolo nel presepe (letteralmente: mangiatoia, greppia). Anche se non si è propriamente trattato di un’aggiunta arbitraria, poiché i due animali sono entrati nell’evento natalizio grazie all’unità tra l’Antico e il Nuovo Testamento. Nel libro del profeta Isaia leggiamo: «Il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende» (1,3). I Padri della Chiesa hanno interpretato questo versetto come profezia del nuovo popolo di Dio, la Chiesa. Se animali senza ragione e senza conoscenza hanno saputo riconoscere e accogliere il bambinello, anche a noi che spesso siamo ciechi e irragionevoli è data la possibilità di incontrare – per grazia di Dio – Gesù Salvatore nel suo Natale.


Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017