10 Marzo 2024

Il catalogo delle vocazioni

Quante vocazioni esistono? Proviamo ad elencarle tutte! Ecco una guida per orientarsi fra le tantissime possibilità della vocazione.
Il catalogo delle vocazioni

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Le vocazioni nella Chiesa sono migliaia, una diversa per ognuno di noi. Qualcuno pensa che tutto si riduca semplicemente a scegliere tra sposarsi oppure diventare prete/frate/suora. Ma non è affatto così. Abbiamo già pubblicato un articolo su questo tema: ti invito ad andare a leggerlo perché ti farà comprendere molto meglio quanto proverò a spiegare qui sotto (leggi qui l’articolo «Quante vocazioni esistono?»).

Il catalogo delle vocazioni

Ma se ognuno ha una diversa vocazione, se davvero le vocazioni sono tante quanti sono (e sono stati e saranno) gli uomini e le donne sulla terra, allora è possibile enumerare le vocazioni? Si può dire qualcosa di questa miriade di miriadi di «opere artigianali» che siamo ciascuno di noi? In realtà sì! La Chiesa nei secoli ha piano piano riconosciuto all’interno dell’immenso popolo di Dio alcune caratteristiche, alcuni tratti, che si ripetevano in maniera simile tra molte persone. E piano piano, nei secoli, ha strutturato delle categorie attraverso cui ciascuno di noi può comprendere meglio la propria vocazione. A cosa servono queste categorie? Servono a darci una mano. Infatti questa idea secondo la quale ciascuno di noi ha una vocazione diversa e unica, è molto bella, ma anche problematica. Provate a pensarci: se io dovessi ogni giorno della mia vita scrivere da zero su un foglio bianco chi sono, qual è la mia identità, chi mi sento chiamato ad essere (quindi la mia vocazione), e dovessi farlo senza avere alcuna regola di grammatica, alcuna idea di cosa siano i verbi e le preposizioni… no peggio, che io non sapessi nemmeno l’alfabeto, non avessi a disposizione nessun carattere da imprimere su quel foglio… come farei? Più che «libertà», questa situazione ci fa respirare angoscia e terrore… penso che ciascuno di noi si sentirebbe bloccato, ogni giorno.

Allora le categorie ci servono eccome. Ci aiutano a dare una forma a ciò che scopriamo dentro di noi, a ciò che Dio rivela e ispira al nostro cuore, a ciò che viviamo nella nostra esperienza di ogni giorno. Ci aiutano a dare dei nomi alle cose, a comprenderle, a metterle in relazione tra loro. Proprio come l’alfabeto, la grammatica e la sintassi sono indispensabili allo scrittore. E qual è questa grammatica di base che la Chiesa nei secoli ha riconosciuto per comprendere le più diverse vocazioni dei propri figli? Si tratta di una grammatica composta da tre macro elementi, che possiamo indicare con tre parole greche un po’ difficili ma che racchiudono secoli di storia e di pensiero, su Dio e sull’uomo: koinonia, diakonia, martyria.

Primo elemento: la koinonia – chiamati «con»

Koinonia è una parola greca, che significa «comunione». Si tratta dell’aspetto comunitario, fraterno, ecclesiale di ogni chiamata. Noi siamo sempre «chiamati con», chiamati assieme ad altri. La Chiesa ha scoperto che nessuna vocazione è da «battitori liberi», ma tutte sono sempre in relazione al resto dell’umanità, dentro relazioni concrete e vere con chi ci sta interno, a livelli diversi, con nomi e volti, altri esseri umani con cui condividere il cammino, con cui condividere uno stile. Nessuno è mai chiamato da solo, l’essere umano non è fatto per stare solo.

Questo si concretizza in due direzioni diverse: anzitutto nella cerchia più ristretta, quella delle relazioni più vicine, con cui condivido la mia vita quotidiana. Quale forma sento che deve avere la mia cerchia più ristretta di relazioni? In quale modalità concreta e personale sento che sono chiamato/a a vivere le mie relazioni più strette? Si tratta del cosiddetto «stato di vita», che può inserirsi all’interno di tre categorie: vivere in comunità, in fraternità, come fanno i frati e le suore per esempio; vivere come coppia (e quindi come una famiglia), come fanno gli sposi; vivere da singoli, come fanno per esempio i sacerdoti diocesani, ma anche alcuni eremiti, ma anche alcuni laici (consacrati o meno). In secondo luogo, poi, nella cerchia più ampia: in quale comunità concreta mi sento chiamato/a a vivere? Con quale stile specifico (o carisma) sento che la mia vita può fiorire ed esprimersi al meglio? Qui allora possiamo sentirci chiamati a vivere dentro una specifica comunità parrocchiale (o diocesana), ma anche dentro uno specifico carisma (il carisma francescano, oppure domenicano, o gesuita, o salesiano…), oppure dentro un movimento (negli scout, nell’Azione Cattolica, nei neocatecumenali, in CL, ecc…).

Ecco allora che già dentro questo primo aspetto possiamo vedere varie categorie che ci possono aiutare a riconoscere, collocare e vivere la nostra specifica vocazione: a quale stato di vita ti senti chiamato/a tra i tre indicati? In quale comunità o carisma? Soprattutto per quanto riguarda quest’ultima domanda, è davvero impossibile poter enumerare tutti i carismi, movimenti e realtà ecclesiali che sono sorte nei secoli e che rendono così bello e variegato il volto della Chiesa. Alcuni di questi sono più grandi e famosi (come il carisma francescano, ma anche quello gesuitico, salesiano…), altri sono realtà più piccole e meno conosciute; alcuni sono molto antichi (come quello benedettino, che ha ormai più di 15 secoli di storia), altri sono di recente fondazione. Ognuno di questi però sottolinea un particolare tratto, stile o caratteristica dell’unica vocazione battesimale, e assieme agli altri contribuisce a fare in modo che tutti insieme formiamo il corpo di Cristo, che è la Chiesa. Ognuno allora può trovare il proprio posto: quale sarà il tuo?

Secondo elemento: la diakonia – chiamati «per»

Questa parola greca, diakonia, significa invece «servizio». La vocazione non è mai semplicemente per sé stessi, non è mai per il tornaconto personale, ma è sempre correlata ad una missione. Tutti quanti siamo chiamati «per» qualcosa, o meglio, «per» qualcuno. Se guardiamo a tutte le vocazioni che sono narrate nella Sacra Scrittura (tanto nell’Antico come nel Nuovo Testamento), sono sempre collegate direttamente a una missione, c’è sempre un qualcosa di concreto su cui siamo invitati a investire il nostro tempo, le nostre energie, i nostri talenti, la nostra passione. E anche qui possiamo individuare due direzioni principali: anzitutto nella Chiesa (ad intra), all’interno della comunità dei battezzati, dove siamo sempre tutti chiamati ad un ministero (cioè ad un servizio): a quale servizio specifico mi sento chiamato/a dentro la comunità cristiana? Le possibilità sono tante: il laicato “ordinario”, come membri del popolo di Dio; i ministeri «de facto» dentro le comunità (per esempio i lettori, i catechisti, gli educatori, ma anche chi fa le pulizie, chi aiuta per gestire l’economia, ecc…); i ministeri «straordinari» (per esempio i ministri straordinari dell’Eucaristia); i ministeri «istituiti» (cioè i lettori e gli accoliti… questo è un aspetto un po’ «tecnico» che purtroppo non è ancora molto conosciuto e vissuto nella Chiesa…); i ministeri «ordinati» (cioè i diaconi, i preti e i vescovi). 

E poi nel mondo (ad extra), dove sempre siamo mandati, perché, come abbiamo detto, ogni vocazione è missione: a quale missione mi sento chiamato/a per il mondo, per gli uomini e le donne di questa terra? Anche qui le possibilità di impegno concreto per l’umanità sono le più varie: la professione lavorativa (quando vissuta appunto come una missione, e perciò come un aspetto della propria vocazione); un servizio caritativo (chi fa servizio in carcere, in ospedale, con i poveri, con i disabili, nelle comunità, ecc…); nella missione ad gentes (chi si sente chiamato a partire per una terra straniera a condividere la vita quotidiana e la fede con un popolo e una cultura diversa dalla propria); nell’evangelizzazione, nell’annuncio (nelle forme più diverse); perfino nella preghiera, che sostiene il mondo.

Attenzione che stiamo sempre parlando di vocazione, quindi di qualcosa di centrale per la nostra vita, che occupa uno spazio importante e tende a dare senso a tutti gli altri elementi. Non si tratta, quindi, semplicemente di un servizio «tanto per», oppure di un piccolo «volontariato» che mi fa sentire bene… si tratta di qualcosa che esprime la mia identità profonda, qualcosa di cui sento che non posso fare a meno, che caratterizza in maniera forte la mia vita! Mi sembra chiaro allora che anche dentro questo secondo aspetto emergono tante categorie diverse che possono essere di aiuto a interrogarsi e riconoscere a cosa ci sentiamo chiamati: a quale ministero dentro la Chiesa mi sento chiamato/a, con quale «ruolo»? A quale «missione» per il mondo?

Terzo elemento: la martyria – chiamati «a»

Anche in questo caso una parola greca, martyria, che significa «testimonianza». Con la nostra vita siamo infatti chiamati a «testimoniare», cioè a dare «carne ad un’idea». L’amore di Dio, il fatto che lui sia nostro Padre e ci ami infinitamente, e si prenda cura di noi ogni giorno, rischierebbe di diventare una favoletta, parole al vento, se non diventa carne vissuta, vita vera. Ecco allora che siamo anche «chiamati a» rendere testimonianza, riempire di sostanza l’esperienza del nostro essere Figli di Dio, diventare piano piano noi stessi visibilmente uomini veri e donne vere, proprio come lo è stato Gesù. Questo è l’aspetto profetico/escatologico (altra parola un po’ difficile) della vocazione: il rendere visibile oggi, adesso, in questo mondo, come è davvero l’umanità così come l’ha pensata Dio, e anticipare qui su questa terra qualcosa di ciò che potremmo tutti vivere insieme negli «ultimi tempi» (in greco escaton, da cui «escatologico»), quando saremo finalmente tutti riuniti nel banchetto di Dio.

E questo si fa imparando piano piano a somigliare a Gesù, assumendo i suoi gesti, il suo stile, la sua modalità di amare: «Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi». E questa chiamata è per tutti! Tutti siamo chiamati proprio a vivere il nostro battesimo, la propria «consacrazione battesimale»: vivere IN Cristo, vivere come lui ha vissuto. Questo si concretizza, però, in tante forme diverse di consacrazione (faremo un articolo specifico su cosa significhi allora “consacrazione”, perché anche su questo c’è un po’ di confusione…). Tante forme diverse di consacrazione che formano tutta una gamma di sfumature, di cui qui accenniamo solamente ad alcune: consacrazione battesimale pura e semplice (quella dei laici, sposati e non); consacrazione battesimale nelle società di vita apostolica (si tratta di una forma di vita comune non molto conosciuta, ma presente e riconosciuta dalla Chiesa); consacrazione con voti privati o altri vincoli (quella dei «consacrati laici», dei membri degli istituti secolari, ecc…); consacrazione con i voti pubblici (quella dei frati e delle suore, ma anche dei monaci e delle monache…). Anche dentro questo terzo aspetto allora possiamo vedere varie categorie che ci aiutano a collocare la nostra specifica vocazione anche entro degli orizzonti istituzionali e riconosciuti dalla Chiesa. Quindi posso chiedermi: attraverso quale tipo specifico di consacrazione sento di essere chiamato/a a vivere la mia consacrazione battesimale?

Concludendo

Attraverso queste tre diverse prospettive e questi modi di leggere la vocazione, si costruisce così una sorta di «catalogo delle vocazioni». Non si tratta, quindi, di un semplice elenco lineare di possibilità equivalenti tra cui scegliere… Si tratta piuttosto di modalità diverse di vivere la propria identità di figli di Dio, che si costituiscono di volta in volta incrociando tra loro diversi fattori, in maniera unica, originale, creativa, per ciascuno. Infatti questi tre elementi («chiamati con», «chiamati per», «chiamati a») sono sempre trasversali tra loro, e quindi una singola vocazione sarà una combinazione unica e originale di questi tre elementi.

Facciamo alcuni esempi. Io, fra Nico, per esempio, sono un frate francescano: vivo in fraternità, all’interno del carisma francescano e in particolare dell’ordine dei frati minori conventuali (chiamato con); sono anche stato ordinato prete (il 24 aprile 2021), faccio servizio alla Basilica di sant’Antonio e mi occupo in particolare di accompagnare i giovani in ricerca vocazionale e di annunciare il Vangelo attraverso i new media (chiamato per); in quanto frate, sono un consacrato, e ho professato i miei voti il 30 agosto 2014 (chiamato a).

Sonia è sposata con Marco, hanno due figli, vivono nella parrocchia di sant’Anna di C., e fanno parte dei Focolarini (chiamata con); Sonia fa la catechista in parrocchia e lavora come insegnante in un liceo, dove dà gratuitamente ripetizioni di italiano al pomeriggio per tutti gli studenti (chiamata per); infine Sonia e Marco partecipano attivamente alla vita del movimento dei Focolari e sono consacrati come famiglia all’interno del movimento (chiamata a).

Giovanni vive da solo (non è sposato e non ha figli) e condivide la propria fede all’interno di una associazione di medici cristiani missionari, con cui si ritrovano regolarmente per confrontarsi con la Parola di Dio il tema della missione (chiamato con); è manager all’interno di una grande azienda di siderurgia, e mette i suoi talenti a disposizione dell’associazione, occupandosi delle segreteria, della contabilità e di gestisce le raccolte fondi; la domenica poi, assieme ad altri dell’associazione, anima con il canto la messa in un santuario della sua città (chiamato per); anche se quasi nessuno lo sa, Giovanni è un «consacrato laico», ha emesso i suoi voti privati e vive la sua vita da laico secolare, portando il Vangelo nel mondo, soprattutto nelle relazioni faticose con i dipendenti dell’azienda che dirige (chiamato a).

Il catalogo delle vocazioni perciò è un elenco aperto e in continuo divenire, di cui è impossibile enumerare tutti gli elementi. Certamente però abbiamo visto che è possibile raggruppare le possibili vocazioni ponendo il focus di volta in volta su tre elementi diversi: «chiamati con», «chiamati per», «chiamati a». Perciò, a questo punto, la domanda sorge spontanea: qual è o quale sarà la tua chiamata? Chiamato/a con: da solo, in coppia o in fraternità? In quale comunità o carisma o movimento? Chiamato/a per: con quale ministero all’interno della chiesa? Con quale servizio per il mondo? Chiamato/a a: dentro quale modalità di consacrazione?

Se avete domande o richieste di ulteriori approfondimenti, scrivetemi a franico@vocazionefrancescana.org.

Buon cammino di discernimento vocazionale a tutti!

fra Nico

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Data di aggiornamento: 10 Marzo 2024
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