Col Santo, dal malamore al bell’amore

Nei miracoli rappresentati presso la sua tomba, per due volte sant’Antonio interviene in favore di donne minacciate dal marito.
27 Maggio 2013 | di

Il nome dato al fenomeno è femminicidio, che precisamente – secondo Wikipedia, l’enciclopedia della Rete – «si riferisce alle violenze che vengono perpetrate dagli uomini ai danni delle donne in quanto tali, ossia in quanto appartenenti al genere femminile». Sì, violenze, tante, troppe, che non raramente sfociano nell’uccisione della vittima: una donna, appunto. E non basta parlare di gelosia o raptus, perché sa di autogiustificazione, come se all’uomo fosse concesso di trascendere e ciò togliesse gravità ad azioni drammaticamente irrimediabili. Spesso, poi, l’insulto e l’aggressione sessista passano attraverso il web, come se il virtuale fosse meno reale e perciò scusabile e sempre ritrattabile. Mentre la verità è che internet può anche diventare una discarica dei peggiori sentimenti, luogo dal quale alcuni pretendono di poter scagliare il sasso e poi nascondere la mano. Bisogna stare all’erta ogni volta che il malamore si traveste di amore e pretende diritti che non ha, reciprocità che non c’è più, attenzione da tempo distolta e dissolta. Perché il nemico è fin troppo ben travestito, vicino, e la molla che arma la mano è potente: l’incapacità, come dicono gli psicologi, di accettare il proprio limite, il fallimento di un amore o l’abbandono da parte della persona amata.
 
Purtroppo, niente di nuovo sotto il sole. Anche se in passato nessuno parlava di femminicidio, non mancavano violenze nei confronti delle donne. Curioso è il fatto che tra i miracoli più noti del nostro sant’Antonio, tra l’altro rappresentati a futura memoria nei pregiati altorilievi che circondano l’Arca, cioè la Tomba del Santo, ve ne siano due che hanno a che fare con questo tema. Tecnicamente le guide turistiche definiscono il primo come il «miracolo del neonato che parla». A proposito di che cosa? Era accaduto che un marito geloso, ritenendo frutto di adulterio il bambino nato da poco dalla moglie, non volesse riconoscerlo. Il Santo, che sapeva dell’onestà e integrità della donna, prese in braccio il neonato e disse: «Ti scongiuro di dirmi a voce chiara, così che tutti sentano, chi è tuo padre». L’infante, esprimendosi come un piccolo di dieci anni e fissando il proprio genitore (non poteva muovere le braccia legate dalle fasce) disse: «Ecco, questo è mio padre!», e tutto si aggiustò. In un altro riquadro ben più drammatico vediamo un marito, trattenuto per il braccio, che ha già colpito più volte col pugnale la moglie ritenuta infedele. Antonio interviene riportando l’uomo alla ragione e guarendo le ferite della donna. Insomma, femminicidio di fatto con interposizione pacifica. Quello che dovremmo fare tutti noi.
 
Dopo aver considerato la situazione recente e alcuni più lontani prodromi del malamore, del falso amore che uccide, che diventa killer dell’altro (più spesso dell’altra) nell’incapacità di rielaborare il proprio fallimento, vengo al progetto della Caritas S. Antonio per questo giugno 2013. Ha come obiettivo la costruzione di una scuola superiore dedicata a san Francesco in terra d’Africa, precisamente nell’Africa sud orientale, in Malawi, e l’iniziativa è promossa da una piccola comunità di frati, originari dello Zambia: si tratta della prima missione interamente africana dell’Ordine dei frati minori conventuali. Perché una scuola in un luogo dove la povertà è grande e spesso i bisogni elementari? Perche ogni anno almeno 6 mila adolescenti a Mzimba abbandonano la scuola dell’obbligo, soprattutto ragazze, maggiormente a rischio di emarginazione, sfruttamento e violenza. Ecco che il nostro discorso si ricompone, dalla parte della formazione e dell’educazione, perché senza questi elementi base difficilmente si può progredire sulla strada del reciproco rispetto o almeno evitare il peggio: «La possibilità di proseguire gli studi – sostiene fra Linus – darà nuove prospettive e salverà molti giovani dai pericoli della strada, dall’abuso di alcol e dall’Aids».

Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017