Alla Guglielmo Marconi una marcia in più

Dall'infanzia al liceo una formazione multiculturale e in più lingue assicura una base umanistica, ma anche scientifica e tecnologica, fondamentali per l'Università. E i risultati si vedono.
17 Febbraio 2010 | di

New York
La capacità o le qualità della leadership di cui tanto si parla in questi anni, presentano peculiarità differenti e spesso contraddittorie da persona a persona. Certamente gli studiosi convergono su una: l’abilità a percorrere – in ascesa – tutta l’organizzazione o l’istituzione che si è chiamati a guidare. Ebbene Anna Fiore, napoletanissima, da un anno preside della Scuola d’Italia Guglielmo Marconi di New York, è un esempio concreto di leadership nell’istruzione conquistata sul campo. Laureata in Filosofia all’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha iniziato la carriera scolastica come insegnante elementare, per poi passare all’insegnamento in un liceo. Successivamente è approdata al ruolo di dirigente scolastico, incarico mantenuto per quindici anni, presso scuole elementari e medie. Nel 1998 la preside Fiore risulta vincitrice del concorso indetto dal Ministero degli Affari Esteri italiano, come dirigente scolastico presso la sede consolare di Chicago con il compito di sviluppare programmi di Italiano nelle scuole americane del Midwest, tenere i contatti con gli enti gestori, ristrutturarli e definire progetti ad hoc di promozione della lingua e della cultura italiana coinvolgendo non solo le istituzioni italiane ma anche esponenti della comunità italiana e americana.
«Il lavoro fu notevole ma molto gratificante – ricorda Fiore –. Abbiamo avviato una collaborazione con le Scuole Pubbliche di Chicago, lavorando in sinergia con i “superintendents” della zona ovest di Chicago, riuscendo persino ad avere un grant (finanziamento) dal governo americano per un importo di 450 mila dollari per tre anni, per promuovere l’insegnamento della lingua italiana. Purtroppo, dopo gli eventi dell’11 settembre 2001 le lingue straniere hanno ricevuto meno attenzione. Abbiamo avviato una collaborazione con il Provveditorato agli studi della Regione Lombardia per lo scambio di docenti di lingua italiana: dall’Italia ne vengono un paio all’anno. Nel 2003 il console generale d’Italia di Chicago, Enrico Granara, e i suoi successori Pasquale D’Avino ed Eugenio Sgrò, avviando un’azione di sensibilizzazione dei parlamentari d’origine italiana dello Stato dell’Illinois, riuscì ad avere un finanziamento di 300 mila euro che sono stati impegnati per avviare un programma di Italiano nella High School». Questo finanziamento ha permesso di raddoppiare il numero di studenti iscritti ai corsi d’Italiano, da 4 mila a 8 mila persone. Oltre al notevole prestigio recato alla comunità italiana dell’Illinois, questo successo professionale le è valso un riconoscimento personale. Fiore ha infatti ricevuto l’onorificenza di commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà, concessale dal presidente della Repubblica italiana.
A questo intenso periodo all’estero di sette anni a Chicago, è seguito un periodo di tre anni a Roma, al Ministero degli Affari Esteri per lavorare sulle scuole italiane all’estero in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica; e dal gennaio 2009, a New York, in qualità di preside della Scuola d’Italia Guglielmo Marconi.
Pascale. Preside, ci delinei un profilo della Scuola d’Italia Marconi di New York, l’unica scuola italiana sul territorio statunitense.
Fiore
. La Scuola è situata sulla 96ma Strada della Fifth Avenue a poche decine di metri dal Central Park, ed è facilmente raggiungibile da ogni parte della città e della periferia di New York grazie alla vicinanza di metropolitana e stazione ferroviaria. La scuola d’Italia, accreditata NISAIS nel 2007, è una perfetta scuola italiana all’estero con programmi per l’infanzia, la scuola elementare, media, e per il liceo scientifico. La mia sfida, tra le tante, è quella di aumentare il numero degli studenti iscritti portandoli ad almeno 600, e di internazionalizzarla. Abbiamo già studenti che parlano francese, russo, portoghese. Il mio lavoro è magnificamente sostenuto dal ministro Talò. Abbiamo un’ottima collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura.
Perché una famiglia americana dovrebbe scegliere per i propri figli la Scuola d’Italia.
Il futuro dell’istruzione è nella scuola multilingue e multiculturale. E poi la lingua italiana, con il suo retaggio filologico latino, è la lingua fondante della civiltà occidentale. Noi abbiamo la tradizione umanistica e pedagogica italiana con attività extracurriculari tipiche delle scuole private americane. La Scuola d’Italia è inoltre aperta ad iniziative culturali italiane sul territorio, partecipa ad eventi organizzati dall’Istituto Italiano di Cultura e con altre istituzioni culturali italiane come, ad esempio, la Casa Italiana della New York University. Quest’anno, proprio con la Casa Italiana della NYU abbiamo presentato lo spettacolo dal titolo Burattini Cortesi. Collaboriamo con il Centro Primo Levi, e abbiamo ospitato la scrittrice Lia Levi. Abbiamo avviato un programma di scambi culturali e visite di studenti con il Liceo Farnesina di Roma. Abbiamo un intenso programma sportivo: dalla pallavolo alla pallacanestro, al calcio, e anche attività extracurricolari come la scuola di scrittura in collaborazione con I-Italy. Stiamo lavorando alla creazione di un corso extracurricolare di film e montaggio. Inoltre la Scuola d’Italia è anche promotrice di cultura per adulti: abbiamo avuto incontri con gli attori Luca Zingaretti (ovvero il commissario Montalbano) e con Monica Guerritore.
Il progetto immediato al quale stiamo lavorando riguarda la relocation della Scuola d’Italia. Stiamo cercando un nuovo edificio che possa accogliere l’intero ciclo scolastico offerto dalla Scuola d’Italia: dalla scuola per l’infanzia alle superiori. Al momento il Liceo Scientifico è ubicato in una sede distaccata, sempre a Manhattan. Contiamo di riuscire a completare questo progetto nell’arco di cinque anni.
I diplomati della Scuola d’Italia quali istituzioni universitarie frequentano?
Dalla Fordham University alla New York University, all’Hunter College, al-la Columbia University, a quelle italia-ne: l’Università Bocconi, la Luiss, La Sa-pienza di Roma. Abbiamo anche studenti all’Università di Oxford in Inghil-terra. Frequentare la Scuola d’Italia e poiproseguire gli studi in qualsiasi università del mondo permette allo studente di maturare una formazione umanistica con forti basi scientifiche e tecnologiche che rappresentano la nuova frontiera dell’istruzione in questo secolo e in questo momento storico.

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017