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Maggio 2006
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n. 1228


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Il mondo cattolico italiano nella «ragnatela» di internet

Sono oltre diecimila i siti cattolici italiani: raccontano il volto della Chiesa nel terzo millennio; testimoniano la creatività della comunità cristiana; offrono opportunità di conoscenza, di apertura, di dialogo e di impegno.

di Gianni Maritati

Giovanni Paolo II e il computer. La Chiesa ha sempre creduto nell'efficacia pastorale dei nuovi mezzi di comunicazione, e la sua presenza in internet esprime la vitalità e la creatività della comunità cristiana.
Giovanni Paolo II e il computer. La Chiesa ha sempre creduto nell'efficacia pastorale dei nuovi mezzi di comunicazione, e la sua presenza in internet esprime la vitalità e la creatività della comunità cristiana.

 Sentinelle «virtuali» della fede e della carità, spazi di testimonianza apostolica e di partecipazione solidale nel grande mare di internet, banche dati on line che custodiscono e trasmettono, nell’universo dei computer e della cultura digitale, la storia, gli insegnamenti e le tradizioni del cristianesimo. Sono i siti web promossi dalla comunità cattolica italiana in tutte le sue espressioni: dalle istituzioni ai movimenti, dai religiosi ai singoli credenti. Una realtà in costante fermento e rinnovamento, come dimostra l’osservatorio privilegiato della «Lista dei siti cattolici». Navigando in rete, la si può raggiungere cliccando con il mouse sull’indirizzo www.siticattolici.it.

Crescendo a un ritmo costante, i siti cattolici nel nostro Paese sono ormai più di diecimila. Prevalgono le parrocchie: 2 mila 391, quasi un quarto del totale, di cui 264 solo nel Triveneto. Seguono le associazioni e i movimenti ecclesiali (2 mila 67). Qualche curiosità: i siti istituzionali (Cei, diocesi e uffici pastorali diocesani) sono 629, ben 589 quelli personali. Negli ultimi anni, inoltre, si è molto arricchita la presenza di siti dedicati alla musica cristiana, alle emittenti radiotelevisive cattoliche e all’arte sacra.
La Lista è stata fondata da Francesco Diani, collaboratore dei progetti informatici della Conferenza episcopale italiana, oltre che vicepresidente dell’Associazione che riunisce i webmaster cattolici, gli esperti che curano l’allestimento e l’aggiornamento dei siti stessi (www.webcattolici.it). «Internet racconta il volto della Chiesa nel terzo millennio – osserva Diani – e apre sempre nuovi orizzonti alla pastorale e all’apostolato, ma anche al dialogo ecumenico e interreligioso e all’evangelizzazione delle culture. La presenza dei cattolici in rete non è un fatto scontato: esprime la vitalità e la creatività della comunità cristiana, che spesso si impegna in questo campo senza un adeguato sostegno».
Un fenomeno, dunque, tutto basato sul volontariato? «No – risponde Diani – perché sono sempre più numerose le persone preparate e competenti che, anche con il supporto dell’Associazione dei webmaster cattolici, si dedicano con entusiasmo a questa nuova possibilità di animazione e di diffusione del Vangelo nella grande ragnatela globale di internet. E i benefici, nella vita quotidiana delle comunità, sono sotto gli occhi di tutti».
 
Nella grande rete l’offerta è vastissima
Per avventurarsi nella navigazione della rete, basta un computer collegato alla linea telefonica e dotato di un’apposita connessione a internet. Per i siti cattolici l’offerta è vastissima. Oltre a quelli istituzionali della Santa Sede e della Conferenza episcopale italiana: www.vatican.va e www.chiesacattolica.it, chi è impegnato nella liturgia e nella catechesi può consultare con profitto siti come www.qumran2.net e www.omelie.org, mentre, per la pastorale vocazionale, esiste www.vocations.it. Nell’ambito della cultura e della comunicazione, sono molto preziosi gli indirizzi virtuali di www.progettoculturale.it e di www.avvenire.it.
Se i genitori vogliono garantire ai propri figli, bambini e ragazzi, una connessione a internet «sicura», al riparo da scritti e immagini inadatti alla loro età, possono consultare www.davide.it che garantisce un filtro contro siti che contengono violenza, pornografia e pedofilia. A tale proposito, segnaliamo il sito dell’Associazione Meter, fondata da don Fortunato Di Noto, impegnata nella tutela dell’infanzia contro ogni forma di sfruttamento, il cui indirizzo è: www.associazionemeter.it. Meter ha anche istituito un numero verde: 800 455270. Senza dimenticare, ovviamente, siti di forte impegno ecclesiale e sociale come, ad esempio, www.caritasitaliana.it, www.santegidio.org e anche www.focolare.org.
In ogni caso, per orientarsi in questo sconfinato mondo virtuale esistono alcuni siti specializzati, detti «portali», in grado di aiutarci nella ricerca di contatti e materiali che più ci interessano: www.profeta.it e www.effata.org.
Quota diecimila siti «è un risultato formidabile» commenta il professor Vincenzo Comodo, docente universitario di Sociologia, che ha dedicato vari saggi al tema dei rapporti fra Chiesa e internet, fra cui Cliccate e vi sarà aperto (Effatà) e Consacrati on line (Ancora). «Un dato assai indicativo – continua Comodo – che non va interpretato soltanto in termini numerici, poiché esprime altri significati: il riconoscimento e l’uso di internet come strumento di evangelizzazione e, nello stesso tempo, come ambiente globale e interculturale nel quale promuovere la cultura ecclesiale; il potenziamento di un servizio offerto ai moltissimi cercatori di salvezza e di verità on line; la sempre più diffusa sensibilità della Chiesa a “parlare” i linguaggi digitali attraverso non solo i laici, ma anche i consacrati».
Secondo i dati della Lista, i siti promossi dagli ordini e dagli istituti religiosi sono ben 1.222. Più numerosi i salesiani (137), seguiti da francescani (118) e carmelitani (43). «Sono proprio i consacrati – osserva il professor Comodo – a essere particolarmente “contattati” on line: in prevalenza, da chi ha bisogno di risposte che facciano luce in situazioni di crisi esistenziale e di fede. I consacrati, infatti, sono considerati interlocutori leali e affidabili, sinceri comunicatori di speranza e di amore divino».
E se quella dei siti cattolici fosse solo una moda? «Non credo. L’importante è che questi spazi virtuali siano sempre funzionanti e funzionali. Non è da escludere, infatti, che dopo gli entusiasmi iniziali, l’interesse dei curatori diminuisca, fino a fare dello stesso sito una semplice espressione numerica. Per evitare che ciò avvenga, si prendano ad esempio quei tantissimi siti in cui l’ardore iniziale non solo si è conservato, ma è cresciuto: anche sotto questo aspetto i religiosi sono veri maestri».    

 



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