Redazione

Ad oggi la redazione conta di otto giornalisti. Di seguito i loro profili biografici. Ad essi si aggiungono numerosi collaboratori esterni.

Alessandro Bettero

Giornalista professionista. Mi sono formato in Giornalismo investigativo alla Columbia University, in Economia dello sviluppo all’Università di Oxford, e in Storia del Cinema americano all’Università della Pennsylvania. Ho collaborato con autorevoli testate giornalistiche e televisive.

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Giulia Cananzi

Del giornalismo amo due aspetti: la possibilità di aiutare gli altri (e me stessa) a capire le cose complesse che però condizionano la vita e quella di raccontare storie. Mi piace scovare le nuove tendenze e gli angoli invisibili.

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Sabina Fadel

Ho 53 anni, sono sposata e ho due figli. Da circa vent’anni sono una francescana secolare e da altrettanti una giornalista professionista. Ma il giornalismo, in realtà, mi ha catturato sin da giovanissima. Per me non è un semplice «mestiere», ma una passione, quasi una vocazione.

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Alberto Friso

Sono laureato in lettere classiche e giornalista professionista. Tre incontri fondamentali mi hanno segnato: con Gesù, con Francesco d’Assisi e con mia moglie Daniela.

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Nicoletta Masetto

Comincio a collaborare per un quotidiano a 19 anni, primo anno di università. Continuo per quasi trenta, inclusi otto da precaria. Seguo tutti i colori della cronaca: nera, bianca, sport, giudiziaria, gossip solo su ordine superiore. A lungo ho dato voce a chi, spesso, già ce l’aveva.

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Laura Pisanello

Mi piace leggere fin dalla tenera età, dai tempi del Gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach per intenderci. Di libri ne ho scritto anche qualcuno per adulti e per ragazzi (Sono qui, L’avventura della Sindone raccontata ai bambini).

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Luisa Santinello

Laureata in «Cultura e tecnologia della moda» alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Padova, ho frequentato il master in giornalismo dello stesso ateneo.

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Claudio Zerbetto

Da piccolo sognavo di fare il medico, il poliziotto, l’avvocato. E persino il prete. Niente di tutto questo. Rimasi affascinato dal grande Enzo Biagi. Anni dopo lo intervistai per il «Messaggero di sant’Antonio» dove lavoro dagli anni Ottanta.  A lui devo la mia passione per il giornalismo.

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