©Justin Lane-Pool/Getty Images

La cultura contro ogni terrorismo

Attacchi dell'11 settembre, memoria e impegno sedici anni dopo.
| Nicoletta Masetto Redattrice

Showkatara Sharif si trova accanto all'incisione del nome di sua figlia, Shakila Yasmin, ai margini della piscina nord del National September 11 Memorial and Museum, realizzato nell'ex sede delle Torri Gemelle dove si schiantarono i due aerei dei terroristi. Negli attacchi morirono quasi 3000 persone.

Oggi il terrorismo è una minaccia quotidiana. Non ha volto e può colpire ovunque come dimostrano le lunghe scie di sangue lasciate a Parigi, Bruxelles, Londra, Nizza, Barcellona e in altre città. Cosa possiamo fare noi? A cercare di dare una risposta, tra i tanti, lo scrittore Thar Ben Jelloun, nato in Marocco e residente a Parigi, nel suo «Il terrorismo spiegato ai nostri figli». Eccone uno stralcio.

«Cosa devo e posso fare io, ragazza di cultura musulmana, ma come te laica, francese e marocchina, per lottare contro le radici del terrorismo?», chiede la figlia.

Questa la risposta del padre: «Continua sulla strada del sapere e del dubbio, prosegui gli studi restando vigile e dando l’esempio di una persona che ha dei valori di rispettotolleranza, sempre curiosa degli altri. Solo la cultura è capace, sulla lunga durata, di combattere le idee nauseabonde del terrorismo, da qualsiasi parte esse vengano. Tu, figlia mia, hai la fortuna di appartenere a due culture: fanne una ricchezza e un patrimonio».

 

Data di aggiornamento: 11 Settembre 2017