12 Marzo 2017

Chi è l’altro?

L’incontro con una giovane donna a una festa di matrimonio, in Palestina, ospite improvviso di un banchetto sul monte dei vigneti circondato dal Muro. E le domande fioccano.

Fotografia di Andrea Semplici

A una festa di matrimonio in Palestina, mi sono trovato a fare fotografie. Una buona occasione. Non ero stato invitato, ma queste sono ancora terre dove fai «incontri». Passi davanti a una corte, senti la musica, le voci, le risate, il battere delle mani. Ti affacci appena e sei subito ospite improvviso della festa. Ti offrono cibo e ore di una piccola felicità. Non parli la lingua, ma, questa volta, non è così importante.

Siamo a Tulkarem, a un passo dal Muro che separa Israele dalla Palestina: la cittadina ne è circondata. Sono finiti i suoi commerci e la sua ricchezza. Un tempo Tulkarem era un importante mercato agricolo, luogo di incontro, tra le bancarelle, di palestinesi e israeliani. Qui la terra è fertile: cedri, olive, melanzane, pomodori, fagiolini. In aramaico, il suo nome significa: «Il monte dei vigneti». Oggi tutto è più difficile, quasi impossibile. Ma questo pomeriggio è un giorno di festa e i musicisti suonano per gli sposi. Io ho la macchina fotografica. Scatto con tranquillità quando non mi occupano le mani con un piatto.

A un certo punto, il mio obiettivo inquadra una giovane donna. Indossa il velo e un soprabito. Fa ancora fresco nella sera. Ha in mano una piccola telecamera. Stava girando su se stessa. Mi vede, si ferma. Io faccio gli stessi movimenti. Quasi a specchio. Ci guardiamo attraverso un mirino e un display. Cosa vediamo? Come ci vediamo? Sento il click, ho scattato quasi senza accorgermene. Un istante di sospensione. E lei ha filmato, ne osservo lo sguardo attento, concentrato. So di essere su quel piccolo schermo e ora nel sensore della sua telecamera. Lei è sul mio. Nessuno ha abbassato il proprio apparecchio. Dopo ci siamo guardati appena un secondo. Ma chi ha fotografato chi? Lei adesso appare sullo schermo del mio computer, appare in questo blog e io sono sul video del suo computer. Immagino: avrà fatto vedere questa breve ripresa alle sue amiche, a suo marito, alla gente della festa. Chi è l’Altro?

 

(Questa piccola non-storia è stata raccontata, in altro modo, in un libriccino che ho scritto: In viaggio con Kapuściński. Dialogo sull’arte di partire. Ryszard Kapuściński è stato tra i migliori cronisti del ʼ900. Per venti anni ha viaggiato nelle Afriche. Ha saputo raccontare l’incontro con l’Altro. Diceva: «L’Altro è lo specchio in cui io mi guardo o sono guardato, la superficie riflettente che mi smaschera e mi denuda»).

Data di aggiornamento: 12 Marzo 2017
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