Pietro Criaco

La via dell'Aspromonte

21 Luglio 2019 | Recensione di
Scheda del libro
Rubbettino
2019
€15,00

Africo è un paese senza strade. Circa trecento anime, sparse su una montagna dell’Aspromonte. Dalla marina lo si raggiunge in sei ore di cammino.  Un luogo isolato dal resto del mondo. O meglio, il mondo, per la gente che lo abita, è questo. Non c’è neppure una scuola.  Il maestro, quando sale, dorme da un cugino. Non ci sono divertimenti. Se non quelli creati dall’immaginazione dei piccoli.

Andrea è un bambino di Africo ed è il protagonista di questo romanzo. Racconta in prima persona del suo paese isolato nell’Aspromonte, dove negli anni ’60 non c’è ancora la luce elettrica né un medico per curare la gente. Dove una donna muore di parto: non è la prima volta nel paese. Dove la «la vita passa come il volo del passero in cerca di cibo». Perché, a volte, non c’è neanche quello.

Eppure nel dettagliato ed emozionante racconto, Andrea trasmette il senso di appartenenza alla terra d’origine e il legame, fortissimo, con il padre.  «Viviamo la nostra solitudine come tanti soldati che non hanno nessun’altra patria. Rimaniamo confinati in quest’antro, curiosi di tutto, incuranti del vento che spazzola i capelli. Io mi avvicino alla soglia dei tredici anni e non ho mai passato il fiume. Ho assaporato la libera dimensione della vita tra le pietre e la polvere antica degli anni. Qui ho tremato di paura al racconto degli orchi e dei briganti.  In questa piazza ho tirato i primi sassi contro il muro e ho corso a perdifiato con i miei  amici. Qui sono nato e cresciuto. In questo posto lascerò il mio cuore. Africo è il mio paese».

Una a storia di vita e di amore per la propria terra che si trasforma in  lotta contro l’ingiustizia e la prepotenza. Per vincere l’isolamento e la resistenza ai cambiamenti.  Ne è testimonianza l’impegno del padre di Andrea che, insieme ad alcuni abitanti di Africo, decide di costruire una strada di collegamento con i paesi della marina.

La strada rappresenta il sogno, l’idea di che si deve realizzare per conoscere altra gente, altre culture. Di traverso vi si mettono quelli che per vari motivi si oppongono al progetto.  Come il sindaco della Marina perché ha troppi interessi politici e il malavitoso don Totò,  che intende mantenere il potere nel territorio. Ne esce una Calabria dove c’è posto per il sogno, la crescita culturale e la voglia di riscatto.

Data di aggiornamento: 21 Luglio 2019