Aldino Cazzago

Giovanni Paolo II

Alla ricerca della Presenza
02 Aprile 2019 | Recensione di
copertina libro Giovanni Paolo II. Alla ricerca di una Presenza
Scheda del libro
Edizioni OCD
2018
€ 14,00
Aldino Cazzago è nato nel 1958. Sacerdote dal 1983, appartiene all'Ordine dei Carmelitani Scalzi. Insegna Teologia dell'Oriente cristiano e Agiografia presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose dell'Università Cattolica (sede di Brescia). Tiene corsi presso lo Studio Teologico Sant'Antonio di Padova della Facoltà Teologica del Triveneto. Ha pubblicato Cristianesimo d'Oriente e d'Occidente in Giovanni Paolo II (Jaca Book, 1996); Paolo VI. Invito alla lettura (San Paolo, 1999); I santi danno fastidio (Jaca Book, 2004); Il cristianesimo orientale e noi. La cultura ortodossa in Italia dopo il 1945 (Jaca Book, 2008), Giovanni Paolo II. Con Cristo nel mondo (Emp, 2010) Dal 2007 è direttore dell'edizione italiana della rivista «Communio» che annovera tra i suoi fondatori Hans Urs von Balthasar e Joseph Ratzinger.

 È il 2 aprile 2005. Karol Wojtyla, l’amato papa Giovanni Paolo II, muore dopo una dolorosa agonia. Il suo è stato il secondo pontificato più lungo della storia: ventisette anni che hanno forgiato generazioni di credenti. La Chiesa, dopo di lui, non è stata più la stessa.

Numerosi i gesti rivoluzionari compiuti dal Papa venuto da un Paese, «lontano» più per cultura che per geografia. La Polonia, infatti, nel 1978 era ancora «oltrecortina». C’erano i primi segnali del capovolgimento che di lì a poco avrebbe colpito i Paesi del blocco comunista, ma ci volle quell’uomo per dare una spallata al vecchio clima liberticida.

Ed è dedicato proprio a Giovanni Paolo II – l’uomo, il mistico, il poeta, il filosofo, il pastore, il santo… – l’ultimo volume del carmelitano Aldino Cazzago che, senza timore di sbagliare, possiamo definire tra i massimi esperti del santo polacco.

Il pontificato di Wojtyla continua a rappresentare una miniera in cui scavare, alla ricerca di quelle «pietre preziose» che l’hanno caratterizzato. Ma Cazzago va oltre: prende in esame anche «alcuni aspetti del periodo precedente l’elezione pontificia: il particolare rapporto educativo e spirituale con il padre, la sua passione per la letteratura, per la poesia e per l’arte che, dalla giovinezza, lo ha accompagnato per oltre mezzo secolo».

Una personalità, quella del primo Papa polacco, che l’autore definisce, citando Jurij M. Lotman «“interessante”, proprio perché “difficile da capire”». Ricca, sfaccettata, a tratti, forse, in apparente contraddizione, ma di certo attraversata dal filo rosso di una fede salda e testimoniata con la vita oltre che con la parola in decine di occasioni.

Per questo, scrive l’autore, «la figura e il pensiero di Karol Wojtyla continuano ad essere una luce che rischiara il nostro “oggi” e illuminerà il nostro “domani”».

Puoi leggere questa e le altre recensioni sul "Messaggero di sant'Antonio" di aprile Prova la versione digitale

Data di aggiornamento: 02 Aprile 2019